I tre moschettieri di Sinistra italiana

Impennata di iscrizioni alla neonata Sinistra Italiana. In soli quindici giorni le tessere sono passate da 4 mila a 21 mila. Tre dirigenti del partito sono stati incaricati di verificare se si tratta di un improvviso aumento di interesse per il nuovo progetto politico o se ci sono state delle anomalie, anche se il numero sembra essere in linea con i dati del tesseramento di Sel degli anni precedenti.Tre le regioni sotto osservazione: Lazio, Campania e Puglia. I controllori sono: Alfredo D’Attorre, Elisabetta Piccolotti e Peppe De Cristofaro. I tre dovranno presentare alla Commissione di garanzia la situazione.

La Piccolotti è capogruppo di Sel nel Consiglio comunale di Foligno e membro della presidenza nazionale di Sel. Il suo impegno politico è cominciato fin dalle superiori. Ha sempre militato tra le fila di Rifondazione, aderendo anche al movimento no-global.

I suoi due colleghi invece siedono l’uno alla Camera e l’altro al Senato. Se il deputato D’Attorre è piuttosto noto, il suo collega lo è molto meno.

Il senatore napoletano Giuseppe De Cristofaro, detto Peppe, comincia la sua carriera politica con la militanza nei Giovani Comunisti, l’organizzazione giovanile di Rifondazione, della quale è stato coordinatore nazionale. Nel 2001 è stato uno dei coordinatori nazionali del Genoa Social Forum. De Cristofaro era presente alla manifestazione del 17 marzo a Napoli, nel corso della quale ci furono degli scontri con la polizia, che anticiparono quelli di Genova.

Nel 2006, dopo essere stato segretario della federazione di Napoli di Rifondazione, viene eletto per la prima volta alla Camera. Dopo un secondo mandato a Montecitorio, nel 2013 arriva a Palazzo Madama, tra le fila di quella che nel frattempo è diventata Sinistra Ecologia e Libertà. Attualmente è vicepresidente della Commissione affari esteri e immigrazione. Dall’inizio della legislatura ha avanzato dieci proposte di legge, quella sulla reintroduzione del falso di bilancio è stata assorbita nella legge Anticorruzione. Al momento del voto però il senatore De Cristofaro ha deciso di astenersi, giudicando la scelta della maggioranza un «compromesso a ribasso».

E’ di oggi invece la critica al compagno di partito Arturo Scotto che, intervistato dal Manifesto, si dichiara favorevole ad un’eventuale alleanza con la sinistra Pd. De Cristofaro con un post su Facebook lo mette in guardia, dicendo: «dobbiamo avere una ambizione molto più grande di quella di iscriverci al partito di D’Alema».


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